Marcello Redaelli

Ci siamo conosciuti nel lontano 1966 in una balera alla periferia di Milano, “Il Bellaria”, successivamente diventata “Il capolinea del 19”,  locale noto a tanti appassionati di musica Jazz.
Io suonavo lì, con il mio complessino, “Gli Asceti”, praticamente in pianta stabile. Lui veniva a fare un’audizione con il suo complessino, gli “IN”, con la speranza di essere reclutati.
Il Ballaria era un luogo semplice per gente semplice. Sebbene il locale fosse pubblico era frequentato di troppi habitué. Il risultato era che si respirava il clima del Club privato, dove ci si conosceva tutti e tra band e pubblico c’era un rapporto di confidenza massimo.
Questi “IN” erano fortissimi, molto ma molto più bravi di noi….e sapevano di esserlo. Umanamente però erano una vera nullità. Si sentivano dei veri artisti e mettevano soggezione a “quel” pubblico abituato a sentirsi a suo agio nella sua balera, a tutti i livelli relazionali.
Risultato non furono ingaggiati (forse anche per problemi di pecunia….non conosco i particolari!).
Nel lontano 1968, con mia madre, traslocai dalla mitica via dei Crollalanza per andare ad abitare in via Washington. Un giorno in ascensore mi ritrovai “viso a viso” con quell’antipaticone di Marcello. In questa occasione ci presentammo e diventammo amici per la vita.
In più di quarant’anni ne abbiamo fatto di tutti i colori insieme. Ci siamo divertiti nel tempo libero - abbiamo fatto tante vacanze insieme – e abbiamo anche tanto suonato insieme, misurandoci veramente in tanti generi musicali. Abbiamo anche fatto del Cabaret, con la cara amica Giovanna Tommasini, poi persa per strada.
Quando nel 1975 decise di lasciare il posto sicuro in una grande Compagnia d’Assicurazioni per dedicarsi interamente alla musica, con il cuore condivisi la sua decisione. Sono sicuro che proprio in quell’occasione Marcello, con la testa, avrebbe voluto seguire le mie orme carrieristiche in azienda.  Insomma io e lui in quell’occasione siamo stati, l’uno per l’altro, l’altra versione  di quello che avrebbe potuto accadere; uno “Sliding Door reale!...
Nel 2005 nascono i Beatles in milanese (vedi The Beatland). Il leader group è lui!...
Dopo quattro anni di consensi Marcello si stanca di fare la cover band per quanto riguarda la doppia anima di questo gruppo: la replica delle versioni originali in inglese della canzoni dei Beatles.
Per contro i Beatland giudicano chiusa l’esperienza del milanese per ritornare in modo definitivo alle loro origini puristiche.
Ancora una volta Marcello Redaelli è in prima linea per non fare decadere il progetto “Beatles in meneghino” e con un altro fuoriuscito dei Beatland, il chitarrista Franco Zuccarelli,  fonda “The Bitòlz”. Un nuovo gruppo con sonorità anni cinquanta che interpreta le canzoni dei Beatles (e non solo!) con contrabbasso, fisarmonica e chitarra.
Ancora una volta Marcello ed il sottoscritto insieme!